Oltre il talento dei singoli

Ok, non è uno spettacolo per tutti gli occhi. Ok, non lascia molto spazio alla fantasia. Ok, qualcosa da rivedere nei meccanismi offensivi c’è ancora. Tutto quello che volete: ma intanto la Juventus di Allegri è lassù, in testa, con 7 punti di vantaggio sul Napoli e con la sola Roma capace per ora di restarle in scia. E c’è un aspetto sul quale i bianconeri restano tre-quattro spanne sopra gli altri.
Ieri sera il Napoli ha giocato una partita di buon livello, non si è snaturata più di tanto nonostante l’assenza di un riferimento stabile in attacco, ha proposto la propria idea di gara – e con questo Diawara non credo che Jorginho rivedrà facilmente il campo -. Ma ha perso.
Dire che la Juve ha portato a casa i 3 punti perché ha Higuain e il Napoli non più è riduttivo. Senza per questo togliere meriti al talento del Pipita, naturalmente: il gol è da centravanti purissimo, che tiene la palla bassa senza praticamente farla girare e mettendola lì dove Reina non può arrivarci nemmeno con il pensiero.

C’è dell’altro. C’è questo furioso, determinato, lucido controllo mentale della partita. Puoi anche fare gol a questa Vecchia Signora ma poi devi rimanere concentrato e non sbagliare più nulla. E se porti a casa il risultato di solito paghi lo stress emotivo nella gara successiva – vedi il Milan contro il Genoa -. Il Napoli ha fatto bene ma non abbastanza: non è riuscito a stare per 90 minuti con la testa nella stratosfera dove l’ha portato la Juve. Sul lato più concreto, ad esempio, il Napoli non ha trovato le contromisure agli inserimenti di Khedira dopo che l’ingresso di quel mostro di Claudio Marchisio aveva dato nuovi equilibri al centrocampo dei padroni di casa.
È qui, secondo me, il gap più evidente tra la Juve e le altre. Un gap non colmabile nel breve periodo a meno di un crollo emotivo dei Campioni d’Italia.

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