De Zerbi novello Icaro

“Valutata la situazione della Prima Squadra, la Società si sente costretta al cambiamento della guida tecnica che viene affidata ad Eugenio Corini”.
Questo è lo stringato comunicato con cui il Palermo ha ufficializzato l’esonero di Roberto De Zerbi e l’affidamento della panchina ad una sua ex colonna sul campo. Fatale al tecnico bresciano – mai citato nella nota della società: forma niente affatto usuale e tutta da interpretare – non tanto il ko in Coppa Italia contro lo Spezia ai rigori, peraltro dopo una gara positiva in confronto alle ultime uscite rosanero, quanto il fatto che la squadra pare abbandonata a sé stessa senza grinta, nerbo, gioco. E non da oggi.
De Zerbi chiude – almeno per il momento: con Zamparini non si sa mai… – la sua prima avventura in Serie A con una serie record di sconfitte consecutive, in generale e in casa. Si era lasciato in modo a dir poco burrascoso ad agosto con il Foggia, che negli ultimi due anni è stato palcoscenico del suo calcio offensivo, tendente al guardiolesco e al controllo della partita in ogni momento. Con azioni spettacolari, soprattutto se parametrate alla Lega Pro.

Tutto bello ma non costruito dalla sera alla mattina. Il lavoro tattico è durato un anno ed è passato anche da una totale accettazione delle idee di De Zerbi da parte dei suoi giocatori, pronti a dare tutto in campo per il loro mister. Ecco, il punto è proprio questo: come si poteva pensare che a campionato già iniziato e con una rosa costruita da altri De Zerbi potesse dare la sua impronta? Sarebbe stato necessario o un passo indietro del mister dalle sue idee oppure grande pazienza da parte della società. Testardo – in senso buono – il primo, frenetica la seconda. Con queste basi non si poteva andare avanti, al netto della qualità complessivamente bassa della rosa.
Roberto De Zerbi è un allenatore di grande capacità tecnica e tattica, che può avere una carriera luminosa. Ma dovrà imparare in fretta dai suoi errori, in primis quello di aver fatto il passo più lungo della gamba in questa fase della sua carriera. Come Icaro si è ingolosito avvicinandosi troppo al Sole (leggi Serie A) in un contesto non adatto a lui e ne ha pagato dazio. Ma a differenza di Icaro che morì in mare, De Zerbi ha ancora altre chance davanti a sé: doveroso in bocca al lupo.

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