Dei numeri e della grandezza di Rosolino

Questa a Massimiliano Rosolino è una delle interviste a cui sono più legato. L’ho realizzata lo scorso 11 luglio, nel giorno del 38esimo compleanno dell’ex nuotatore partenopeo.
Mentre studiavo il materiale che avevo raccolto, mi sono bloccato ammirato di fronte ai numeri di Rosolino che qui elenco in parte:
– 14 anni di carriera;
campione olimpico a Sydney nel 2000 e mondiale a Fukuoka nel 2001 nei 200 metri misti;
– tra il 1995 e il 2008 14 volte campione europeo;
– 60 medaglie tra Giochi Olimpici, Mondiali ed Europei di cui 17 d’oro e in 9 specialità diverse: 100 stile, 200 stile, 400 stile, 1500 stile, 200 misti, 400 misti, 4×100 stile, 4×200 stile, 4×100 mista;
– 26 manifestazioni disputate.
Li ho riletti più volte perché sono numeri pazzeschi. Denotano tre cose soprattutto: professionalità esemplare per poter rimanere ad alti livelli così a lungo; talento naturale allenato al meglio; passione smisurata per lo sport e l’agonismo. Ah: aggiungete anche un’abbondante ironia nell’approccio alla vita come si capisce da questa chiacchierata.

Per tutto questo parlare di Massimiliano Rosolino per me significa fare riferimento ad uno dei più grandi atleti italiani di sempre. E quando intervisti sportivi del genere non puoi rimanere indifferente.

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