Accadde Oggi – Addio ad Adolfo Consolini

Nella storia dello sport italiano c’è un posto di tutto rilievo per un personaggio del quale oggi si parla molto poco. Eppure di esponenti dell’atletica nostrana capaci di dominare una disciplina come ha fatto Adolfo Consolini nel lancio del disco non ce ne sono stati. Due medaglie olimpiche su quattro edizioni disputate, tre titoli europei, 15 titoli nazionali, tre volte primatista del mondo, 375 vittorie in 453 gare disputate. Quando il 20 dicembre 1969 muore, a 52 anni per un male incurabile, è ancora in grado di perfomance da 45 metri: qualche mese prima, all’Arena di Milano, fu capace di vincere una gara mettendo in fila tanti giovani rampanti. Un professionista esemplare, un riferimento tecnico ed umano, una figura imprescindibile nello sviluppo sportivo – non solo in senso agonistico – del nostro paese.

Con i se e con i ma non si fa la storia, figuriamoci una competizione sportiva: ma la sensazione diffusa tra gli storici e gli studiosi di sport è che se la stramaledetta Seconda Guerra Mondiale non avesse fatto irruzione nelle vite di quegli uomini e quelle donne, Consolini di ori olimpici ne avrebbe potuti vincere altri. Si è dovuto “accontentare” del gradino più alto del podio a Londra 1948, quando lanciò il suo disco a 52,78m precedendo l’altro azzurro Giuseppe Tosi in una giornata memorabile per l’atletica italiana.

Consolini, figlio di braccianti veneti di Costermano, fa parte della generazione di atleti a cui l’Italia si è aggrappata dopo i drammi della guerra per poter ritrovare quell’orgoglio, quella voglia di vivere, quel senso di appartenenza comune andato smarrito. La penna di Gianni Brera sintetizza alla perfezione questo concetto.

Nelle entusiasmanti parabole del disco di Consolini noi vediamo assai più dell’arido significato numerico: noi vediamo nel suo slancio indomito, nella sua tenacia paziente, nella sua serietà encomiabile la prorompente vitalità sportiva d’un popolo che gli eventi contrari e disgraziati hanno voluto misero e invilito, ma sempre ritrova in se stesso la forza di sopravvivere e di progredire.

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