Tom Brady detto Leggenda

Atlanta Falcons avanti 28-3 nel terzo quarto.
New England Patriots in preda a deliri di ogni tipo.
Sembra finita.
Ma Tom Brady si ricorda che gli manca ancora un record: la più grande rimonta di sempre in un Super Bowl.
Con la sua guida i Patriots recuperano, vanno all’overtime, vincono il sorteggio e chiudono il match così.

Pazzesco. Ancora di più se pensiamo alla rimonta subita a giugno dagli Warriors in finale NBA (avanti 3-1, finale 4-3 Cavs) e ad ottobre dagli Indians nelle World Series di MLB (avanti 3-1, finale 4-3 Cubs). Un filo rosso lega forse come non mai football, baseball e basket.
E mentre Atlanta si infogna nei sentimenti negativi dopo una stagione fantastica fino a 15 minuti dalla fine del Super Bowl, New England è in festa per la quinta volta nella sua storia: titoli conquistati tutti con al comando l’accoppiata coach-quarterback più vincente dell’NFL, Bill Belichick e, appunto, Tom Brady.

Scelto al numero 199 (non è un refuso) nel Draft del 2000, Brady ha inciso come pochi altri o se preferite come nessuno nell’evoluzione sportiva, economica e culturale di una sola franchigia. Con lui i Patriots sono diventati la squadra di riferimento del XXI secolo e naturalmente anche la più “odiata” insieme al suo QB. Perché Brady è un fenomeno, è un vincente, è un Personaggio ed è pure sposato con Gisele Bundchen.
Io spero che almeno russi la notte perché altrimenti non sarebbe umano!
Battute a parte, oltre alle giocate di talento e leadership di Brady sono rimasto a bocca aperta per questa presa di Julian Endelman. In un momento estremamente concitato, il wide receiver numero 11 prima afferra il pallone in circostanze rocambolesche poi, una volta sfuggitogli, lo riprende a due, forse tre centimetri dal terreno. Istinto, riflessi, sangue freddo.

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