Champions: Juve all’assalto della cidade invicta

Riparte da Oporto il cammino della Juventus in quella magnifica ossessione chiamata Champions. Nella città lusitana i bianconeri avranno di fronte una squadra che storicamente all’Estádio do Dragão – e prima ancora all’Estádio das Antas – dà il meglio di sé e che difficilmente si fa surclassare dagli avversari. In questo modo i biancoblu provano ad onorare la tradizione della città, che non si è arresa né ai Romani, né ai Mori né a Napoleone: da qui il nome di cidade invicta.

Al momento del sorteggio il Porto fu accolto bene soprattutto perché c’erano alternative di livello ben superiore e, in seconda battuta, perché nella prima parte della stagione hanno avuto un cammino a singhiozzo. Da gennaio, però, i dragoni hanno decisamente scalato le marce con sei vittorie consecutive in campionato che li hanno portati al secondo posto.  Il nuovo arrivo Francisco Soares, attaccante brasiliano acquistato il 23 gennaio dal Vitória Guimarães, ha timbrato quattro volte in tre partite: segno che ha subito capito in fretta dove si trova, cosa vuole Nuno Espírito Santo da lui e cosa fare per intendersi con la giovane stella della squadra, Andre Silva.

Nell’ultimo mese il Porto si sta mettendo in campo sempre di più con un 4-4-2 maggiormente tradizionale rispetto all’assetto di inizio stagione che prevedeva anche in Champions un mediano – Neves o Pereira – costantemente più arretrato a proteggere la difesa. La squadra ne ha beneficiato nella fluidità della manovra senza perdere nulla della compattezza difensiva che l’ha contraddistinta sin dai primi calci stagionali.
Sarà certamente interessante testare la Juve post Firenze anche sul palcoscenico europeo, presupponendo che Allegri vada con modulo e uomini oggi titolari. Contro una squadra che corre molto, che aggredisce gli spazi, che ha giocatori abili nell’1 vs 1 i bianconeri non dovranno mai perdere compattezza ed equilibrio. Higuain e compagni saranno, con tutta probabilità, chiamati a fare la partita sia perché sono i favoriti sia perché l’indole di questo Porto è quella di dare più campo possibile alle sgroppate del suo attacco. Attaccare con giudizio, quindi.
Porto città è invitta, Porto squadra è battibile. E poi c’è un altro aspetto: lo status europeo che vuole e che cerca la Juve – e che in parte già ha – passa anche da prove di personalità e maturità su campi infidi come il do Dragão.

 

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