Gentile-Pana, l’amore è finito

Quando Alessandro Gentile passò al Panathinaikos scrissi su L’Ultimo Uomo: “ciò che più conta oggi è che Atene ci restituisca un giocatore in pace con il mondo e con il proprio talento”. Anche perché era stato accolto con grande affetto dai tifosi e dall’ambiente in generale. Purtroppo sembra proprio che non sia andata così.

Questo primo quarto contro l’Anadolu Efes è di fatto una delle migliori performance di Gentile in maglia Pana. Il problema? È rimasta pressoché isolata. Ale ha trovato via via sempre meno spazio fino al non utilizzo nella sfida di campionato contro l’Aris Salonicco. Che ciò sia figlio della concorrenza foltissima e fortissima nel suo ruolo oppure del rapporto tecnico e/o umano con coach Pascual, che sia stato lui a chiedere di andar via o sia stato il club greco a indicargli la porta è relativo. Pesa il fatto che questa stagione, salvo miracoli, sia praticamente andata. Non può tornare né a Milano né in Italia, se non in A-2, e non può passare in una squadra di Eurolega. Non invidio il suo agente, Riccardo Sbezzi, che ora dovrà ingegnarsi per trovargli un team di medio-alto livello che accetti di inserire un giocatore talentuoso a questo punto dell’annata con tutte le problematiche tattiche ed umane che comporterebbe.

Alessandro Gentile resta un patrimonio del nostro basket e della nostra Nazionale. È interesse di tutti che quella pace con il mondo e con il proprio talento la trovi quanto prima. Ma soprattutto è interesse suo. Nessuno può aspettarlo in eterno, nemmeno lui stesso.

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