Foggia Bello e Bravo

Al triplice fischio finale di Fondi-Foggia, ovvero al momento in cui la squadra della mia città è tornata ufficialmente in Serie B, la mia reazione è stata quella di accasciarmi sul divano e commuovermi.
Attorno a me gente che esultava, si abbracciava e gioiva. Io ho avuto bisogno, invece, di un paio di minuti per riprendermi e unirmi ai festeggiamenti.

Come quei maratoneti che hanno bisogno di rifiatare dopo il traguardo agognato, allo stesso modo ho avuto bisogno di realizzare che il mio Foggia era di nuovo in Serie B 19 anni dopo. Cioè almeno un paio di vite fa.
Sono stati anni difficili, con promozioni sfiorate per un soffio, campionati anonimi e gioie che non si possono descrivere. Per esempio una salvezza conquistata al 95′ – nel 2010 – con l’unico gol in rossonero di Franco Caraccio, che poi nello spogliatoio riceve la notizia della scomparsa del padre a mitigare eccome quella gioia.

Può sembrare strano e/o esagerato ma la simbiosi esistente tra Foggia città e Foggia società è qualcosa che va oltre il tifo calcistico, l’andare allo stadio o l’avere una bandiera in casa (lo racconta molto bene qui Luigi Di Maso). Non deve sorprendere quindi la massa di gente che si è riversata nelle vie e nelle piazze per festeggiare insieme, per abbracciarsi, per poter dire “io c’ero quella volta che siamo tornati in B dopo un sacco di tempo!”. Un’intera generazione che non ha mai visto i Satanelli in B o in A potrà ora colmare questa lacuna. I problemi della città non spariranno d’incanto, ovvio, ma la pura gioia che impregna i palazzi, i parchi, le strade dalle 16.23 di ieri certamente male non farà.

Da tifoso e da foggiano non posso che ringraziare, semplicemente ringraziare, mister Giovanni Stroppa – che già era al primo posto nella mia personale classifica per la strepitosa annata ’93-’94 che fece da giocatore – i giocatori, lo staff, la dirigenza, tutti. Però concedetemi anche un pensiero a chi, dopo il fallimento del 2012, ha contribuito a costruire quello che oggi celebriamo: Pasquale Padalino e Roberto De Zerbi, ad esempio, ovvero chi ha preceduto Stroppa in panchina; i ragazzi che hanno vestito la maglia rossonera in Serie D; i dirigenti che hanno preceduto gli attuali.

Grazie. Di cuore.

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