Juve vs Real: la Testa prima di tutto

Questa sera la Juventus sfidando il Real cercherà di ottenere la sua terza Coppa dei Campioni/Champions League e di conseguenza il suo primo triplete/tripletta/treble della propria storia. È il secondo tentativo in tre anni e io partirei da questo dato, oltre che dal fatto che negli ultimi 4 anni la Juve è stato l’unico club capace di spezzare l’egemonia spagnola nell’atto conclusivo della Champions. Già così questo ciclo bianconero è di alto livello e con solide basi per il futuro. Ovvio che se dovesse arrivare anche la Coppa dalle grandi orecchie sarebbe la sublimazione del lavoro fatto, non la ciliegina ma la panna sulla torta.

Come ha scritto Fabio Barcellona su L’Ultimo Uomo, la semplificazione miglior difesa vs miglior attacco ha delle basi corrette ma non è esaustiva per presentare la sfida tra Juve e Real. Non bisogna sottovalutare l’abilità offensiva dei bianconeri o il modo in cui il Real talvolta lasci campo all’avversaria di turno facendo affidamento sull’intelligenza tattica dei propri giocatori per ripartire.

L’aspetto tattico e tecnico sarà certamente da considerare ma a mio giudizio l’esito finale passerà soprattutto dalla testa, dall’approccio, dal non aver paura. Non è un caso che Allegri abbia martellato nelle conferenze stampa della vigilia su termini come “consapevolezza” e “convinzione” e su frasi come “non bisogna pensare alle finali del passato”. La Juve deve scendere in campo sicura di sé, delle proprie armi, delle proprie qualità. Troppo timore di perdere e troppa riverenza verso il Real sarebbero l’anticamera della sconfitta.

E proprio in virtù di questo se devo immaginare l’inizio della gara penso ad una Juve aggressiva, con pressing alto e rapide verticalizzazioni. E se devo indicare un possibile uomo partita dico Mario Mandzukic, uno che non si tira indietro se c’è da battagliare (anzi!), uno che grazie al lavoro mentale ha sempre saputo sfruttare le proprie qualità, uno dai gol pesanti nelle partite pesanti.

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