Italia, Apocalypse Now

Alla fine la grande paura si è concretizzata: l’Italia è fuori dal Mondiale per la terza volta nella sua storia, la seconda volendo escludere Uruguay ’30 che era ad inviti. La Svezia con la sua compattezza e la sua organizzazione si è rivelato essere un ostacolo insormontabile per l’Italia di Ventura che in un anno non è stato capace di dare un’anima e un’identità al gruppo. E le lacrime di Buffon a fine gara sono un’ulteriore colpo al cuore.

Premessa doverosa. Come ha ricordato Gabriele Marcotti del Corriere dello Sport, il non essere testa di serie non è certamente colpa di Ventura ma dei risultati non ottimali ottenuti nelle amichevoli del quadriennio ’11-’15: amichevoli che fanno ranking, volenti o nolenti.

Bene. Poi però arrivano gli errori, i limiti e l’inadeguatezza del ct. Dall’amichevole con la Francia al disastro di San Siro ha cambiato moduli e uomini senza accorgersi che il 4-3-3 fosse l’assetto più adatto per gli uomini di maggior talento (badate bene: non in senso assoluto) a disposizione. Ma se su questo aspetto si può discutere ed essere in disaccordo, sulla totale incapacità di Ventura di saper affrontare il ruolo di ct credo ci sia ben poco da dibattere. Già alla vigilia della gara con Israele, prima partita ufficiale, il nativo di Genova se ne uscì con una frase senza alcun senso e inammissibile nel 2017 per chi occupa un ruolo come il suo.

Nel corso di questo anno Ventura ha dimostrato di non conoscere anche le altre rivali, regalando il centrocampo alla Spagna o non prevedendo un piano per aggirare la fisicità degli svedesi. Un allenatore semplicemente non all’altezza del ruolo. Inadeguato anche per avergli mancato di rispetto non dimettendosi al triplice fischio finale come fecero Lippi e Prandelli. “Non mi sono dimesso perché non ho ancora parlato con il presidente; con la Federazione ci confronteremo e valuteremo il da farsi” le parole del ct a fine partita che sanno di irrealtà come se davvero Ventura vivesse in un mondo tutto suo, lui che è per risultati e gioco espresso il peggior commissario tecnico della storia. Inoltre nel momento in cui scrivo Tavecchio – che aveva parlato della mancata qualificazione come di un’apocalisse – non ha ancora mollato la sua poltrona: avrebbe avuto mille e uno motivi per farlo prima della Svezia ma è incredibile che anche lui non abbia avuto il buongusto di salutare la compagnia dopo un fallimento sportivo di tale portata.
Infine i giocatori, che naturalmente hanno la loro parte di responsabilità ma sulla bilancia pesano maggiormente a mio giudizio gli errori di Ventura. Cogliendo fior da fiore abbiamo il 4-2-4, il doppio centravanti, Insigne mezzala (rabbrividiamo…), singoli fuori ruolo e/o non al meglio. Non abbiamo fenomeni, non abbiamo fuoriclasse che ci possano rendere favoriti per un Mondiale: abbiamo buoni giocatori che vanno messi nelle migliori condizioni possibili, mentali e tattiche, per rendere. Cosa mai avvenuta negli ultimi 14 mesi.

E ora? Io non ho la ricetta magica (purtroppo!) ma mi preme sottolineare tre cose:
1) la scelta del prossimo ct – ben venga Ancelotti, ovviamente! – è solo una parte della ricostruzione, la più mediatica ma probabilmente la meno incisiva a meno di non investire il prossimo allenatore di più potere;
2) ammesso e non concesso che situazione Italia = situazione Serie A, ridurre le formazioni della massima serie è inutile se non si pensa ad una riorganizzazione globale dei tornei, dalla B in giù compreso l’attualmente insipido Campionato Primavera;
3) non bisogna cadere nel populismo facile dei #troppistranieri. Le giovanili tedesche e spagnole ne sono piene, la Bundesliga non ha neanche il limite per gli extracomunitari. I giovani italiani non vanno tutelati con regole protezionistiche antistoriche e antieconomiche, ma vanno fatti crescere per diventare competitivi ai livelli più alti giocando per merito e non perché una legge lo impone.

Tutto questo e molto altro subordinato naturalmente a chi sarà il prossimo presidente federale. Perché Tavecchio si dimetterà a breve, vero?
Vero?

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