Vincenzo Nibali e l’essere Campione

Ai Giochi Olimpici di Rio 2016, a 11 km dall’arrivo, Vincenzo Nibali cadde quando era pienamente in corsa per una medaglia, compresa la più preziosa. Ma è ripartito da quella delusione vincendo e vincendo e vincendo.

Ieri, sulla salita dell’Alpe d’Huez, Nibali è caduto per una dinamica ancora poco chiara (probabilmente per la combo fumogeni+frenata brusca delle moto della gendarmerie, probabilmente per un “tifoso”, di sicuro l’organizzazione non ci ha fatto una bella figura): frattura vertebrale e addio Tour. Ma soprattutto a rischio il Mondiale di Innsbruck, tagliato su misura per le caratteristiche dello Squalo.

La speranza è che Vincenzo possa recuperare al 100%, che si presenti al via il 30 settembre e che dia spettacolo come sa fare lui. Se c’è una cosa che la tappa di ieri ha dimostrato – ammesso che ce ne fosse ancora bisogno – è che Vincenzo Nibali da Messina è un Campione, uno che va oltre i semplici e banali concetti di sfiga e di culo, uno che incassa i colpi e reagisce pedalata dopo pedalata. Nonostante la caduta e il dolore, si è rimesso in sella, ha finito la durissima salita ed è arrivato a soli 13″ dal gruppo di testa, recuperando 30″ secondi nell’ultimo chilometro: encomiabile.

E allora non ci sono dubbi sul fatto che il nostro ce la metterà tutta per essere in Austria e per saldare il conto. Perché è questo che fanno i Campioni: non arrendersi alle avversità, lottare sempre per vincere.

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